8 aprile 2015 – Sono a Londra da tre giorni e finalmente inizio a orientarmi nel groviglio della metropolitana. Salgo sulla Central Line e prendo un treno che mi porta fino alla fermata St Paul’s. È lunedì, il lunedì di Pasquetta. Salendo le scale per uscire dalla tube mi trovo davanti un signore distinto, sorridente, sulla sessantina. Indossa una casacca rossa impermeabile e tiene in mano un giornale inserito in una busta trasparente: The Big Issue.

The Big IssueThe Big Issue è il primo giornale di strada al mondo. È nato nel settembre del 1991 a Londra, fondato da due senzatetto: John Bird e Gordon Roddick. Mi avvicino al venditore e gli chiedo un po’ di informazioni: “Questo giornale è ottimo – mi dice mostrandomi la copertina –, io lo leggo sempre. Questa settimana non sono ancora riuscito ad aprirlo perché è uscito proprio oggi. Lo vuoi comprare?” Scopro così che The Big Issue è un settimanale: esce ogni lunedì.

A questo punto guardo il prezzo scritto sulla copertina: £ 2,50 (che sono circa 3 euro e 40 centesimi). Non è poco per un settimanale, ma a Londra costa tutto di più – penso – e così gli allungo 3 monete da 1 sterlina. Lui se le infila in tasca, non mi dà il resto e sempre sorridendomi apre la borsa da postino che tiene sul fianco e mi allunga una copia nuova di zecca.

La copertina del giornale mi colpisce subito. In primo piano un cartone animato, una principessa bionda che tiene la mano aperta col palmo verso l’alto. Sopra ci sono cinque personaggi in miniatura con il corpo da animale, o da pupazzo di neve, o da principe. Le facce sono fotografie dei politici britannici in corsa per diventare primo ministro alle prossime elezioni del 7 maggio. Il titolo: “Fancy something else?” (che significa “La fantasia è qualcos’altro?”), seguito dal sottotitolo “Exclusive interview – intervista esclusiva – with Idina Menzel”. Mi chiedo: chi è Idina Menzel?

A questo punto saluto il mio nuovo venditore londinese di fiducia e infilo il giornale nello zaino. Resta lì fino alla mattina dopo, quando trovo il tempo di sfogliarlo: sono 48 pagine, tutte a colori, stampate su una carta lucida molto sottile. The Big Issue comincia con il suo manifesto, seguito dalle lettere al direttore, dall’editoriale e dai corsivi delle firme più famose.

E finalmente eccoci all’apertura del giornale, l’intervista a Idina Menzel. Scopro che Idina è un’attrice e cantante statunitense, diventata famosa grazie al cartone animato Disney Frozen – Il regno di ghiaccio, in cui doppia Elsa, la regina delle nevi. Il pezzo inizia così: “Anche se non hai mai visto Idina Menzel, sicuramente conosci la sua voce”. In effetti, io non ho presente neanche quella. Nell’articolo si parla della sua carriera e di cosa significa oggi fare l’attrice: “Per restare connessa al tuo pubblico, devi continuare sempre ad essere vulnerabile. Devi lasciar trasparire chi sei veramente, anche se ti stai nascondendo dietro al trucco di scena o dietro a un cartone animato”. Mi chiedo: “Questo cosa centra con il problema dei senza casa?”

Continuando a sfogliare, trovo un articolo di politica (“What do voters really want?”) e altri approfondimenti di economia e cultura. Le ultime pagine sono dedicate ad annunci e ai giochi enigmistici. Dopo aver chiuso il giornale, in rete scopro che ciascun numero ha una tiratura di quasi 100.000 copie, distribuite in tutto il Regno Unito. Ma The Big Issue non è più solo un giornale inglese e oggi viene pubblicato in altri tre continenti: Oceania (in particolare in Australia), Asia (in Giappone, Corea e Taiwan) e Africa (in Kenya, Namibia e Sudafrica).

Parlando con una collega, nei giorni successivi, mi rendo conto della diffidenza con cui viene visto The Big Issue da parte dei giornalisti inglesi che si occupano di problemi sociali: “Quando è nato, era una bella iniziativa. Oggi però ha perso moltissimo: i contenuti sono troppo commerciali, si potrebbe pensare che il vero obiettivo sia fare soldi e non aiutare i senzatetto. Ormai i diffusori sono troppi, le vendite sono calate e i guadagni di ciascuno non sono sufficienti a raggiungere uno stile di vita dignitoso. La cosa meno chiara in assoluto, comunque, resta il legame tra il giornale e la fondazione che è nata qualche anno dopo, The Big Issue Foundation. Ormai circolano molti soldi, e si fatica a scoprire come questi vengono impiegati”.

Articolo tratto dalla rubrica I marciapiedi di Londra, già pubblicata sul sito di Piazza Grande, il giornale di strada.

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