30 aprile 2015 – Oggi parliamo di un argomento che non a tutti sarà gradito, penso in particolare agli uomini: il ciclo mestruale. Intorno a questo tema aleggia una strana aura di imbarazzo misto a disgusto, e in particolare ho scoperto che nel Regno Unito è ancora un argomento tabù, il che comporta diversi disagi per quelle donne che sono private della loro privacy e intimità: le donne che vivono per strada.

Tralasciando il fatto che per loro è difficile trovare un posto tranquillo dove potersi lavare e cambiare, il problema principale è che i cosiddetti “prodotti sanitari” (gli assorbenti e i tamponi) non sono disponibili gratuitamente, e questo comporta che spesso le donne senzatetto siano costrette ad andare in giro senza.

Ora, già il ciclo è un periodo difficile del mese per qualunque donna. Forti crampi, mal di testa e mal di schiena possono debilitare una persona al punto da non farle svolgere normalmente le azioni quotidiane, cambiamenti ormonali possono causare sbalzi di umore e c’è sempre la preoccupazione di non avere scorte sufficienti e servizi igienici disponibili nelle vicinanze.

Pensate che cosa può significare tutto questo per chi dorme all’aperto o in un dormitorio, senza un bagno privato o la possibilità di comprarsi gli assorbenti. Perché i preservativi vengono distribuiti senza problemi qui in Gran Bretagna e i “prodotti sanitari” no?

Situazioni imprevedibili e pericolose possono significare che chi ha il ciclo stia anche parecchi giorni senza cambiarsi l’assorbente. Questo non solo è umiliante, ma è anche rischioso per la salute, e potrebbe portare a infezioni o malattie potenzialmente fatali, come la sindrome da shock tossico.

Una senzatetto di Brixton ha raccontato: “Di solito per cambiarmi andavo nei bagni pubblici. Quando non vi erano posti dove si potevano trovare assorbenti, finivo per prendere un panno o qualsiasi altro indumento, lo strappavo, lo arrotolavo come potevo e lo usavo come tampone. Mi sentivo molto depressa. Perché una donna deve arrivare a strappare dei vestiti e metterseli tra le gambe per evitare di sporcarsi tutta?”.

Circa il 12% dei senzatetto di Londra sono donne, ma il numero reale è probabilmente molto più elevato, a causa della cosiddetta “hidden homelessness”: durante i censimenti, le donne senza dimora si nascondono perché temono arresti o abusi. Con una media di 60 giorni di ciclo l’anno – basata su cinque giorni al mese – la mancanza di assistenza durante quel periodo non è per niente un problema temporaneo o minore.

#thehomelessperiodPer sensibilizzare i cittadini su questo tema è nata la campagna #TheHomelessPeriod, con una petizione per chiedere che gli assorbenti vengano elargiti gratuitamente. L’obiettivo è di arrivare a 150.000 firme (per ora siamo a quasi 88mila). Se volete firmare anche voi cliccate qui, ci vogliono solo pochi minuti.

Articolo tratto dalla rubrica I marciapiedi di Londra, già pubblicata sul sito di Piazza Grande, il giornale di strada.

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