The Pavement_25 maggio 2015 – In una grande città come Londra ci sono due giornali di strada, molto diversi tra loro: il più famoso è The Big Issue, distribuito dai senzatetto per mettere da parte qualche soldo, e poi c’è The Pavement, nato nel 2005 per aiutare i senza dimora a orientarsi e a trovare i servizi di cui hanno bisogno. In questo caso, chi dorme per strada è il destinatario del giornale, non il venditore.

The Pavement è distribuito gratuitamente in giro per la città, in particolare nelle mense, nei centri diurni, nei dormitori e nelle biblioteche. Negli anni è cresciuto e ora è diffuso anche in Scozia e nella contea di West Midlands, dove i senzacasa sono molti e vivono in condizioni particolarmente difficili: ogni numero ha una tiratura media di 10mila copie.

L’obiettivo è quello di far conoscere ai senzatetto i loro diritti, in modo che si possano difendere se qualcuno li caccia o se la polizia li minaccia senza ragione (cosa che a quanto pare qui in Inghilterra capita spesso). Per questo è nata anche la Rights Guide for Rough Sleepers (Guida ai diritti dei senzatetto), che dà diverse indicazioni riguardo alle modalità con cui può avvenire un arresto, una perquisizione o uno sgombero, e con informazioni sulle cosiddette “No Drinking Zones”, zone in cui è vietato bere alcol per le strade.

Il giornale non ottiene alcun finanziamento pubblico e dipende esclusivamente da piccole donazioni private e dal supporto di alcuni partner. Il problema che ogni mese si ripropone è sempre lo stesso: riusciremo a coprire anche stavolta le spese della tipografia?

Essendo una pubblicazione indipendente, negli anni The Pavement non ha mai avuto paura di schierarsi e molto spesso è andato contro l’amministrazione pubblica, inviando lettere alle autorità per chiedere conto di determinate scelte. Sono state organizzate anche alcune campagneper rivendicare i diritti dei senzatetto, con manifestazioni di protesta e con la nascita di gruppi auto-organizzati.

Quando l’ho visto la prima volta, The Pavement mi sembrava un opuscolo pubblicitario: è grande quanto una cartolina, 32 pagine fitte di informazioni. All’inizio ci sono le notizie di attualità che potrebbero coinvolgere chi dorme per strada, inframezzate da fumetti e vignette.

Seguono alcuni consigli pratici: quali sono i bagni pubblici accessibili liberamente? In quali quartieri è più sicuro dormire? Dove si può trovare assistenza legale? Un’intera sezione è dedicata alla salute: si parla dei sintomi della tubercolosi (che è ancora molto diffusa tra i senzatetto londinesi, così come l’HIV e l’epatite C), di come combattere i calli e di dove si possono fare gli scambi di siringhe, per poter fare uso di sostanze in sicurezza.

Infine arriva la parte più importante, “The List”: si tratta di un elenco di tutti i servizi della città categorizzati per tipologia. L’aggiornamento è continuo, e sul sito si può trovare anche una versione ampliata e in altre lingue. “Qui a Londra la condizione dei senzatetto è pessima – spiega Karin Goodwin, direttrice del giornale –, molti soffrono la fame e trascorrono interi giorni senza mangiare. Questo avviene non perché i senza dimora sono troppi, ma perché non c’è la volontà politica di risolvere il problema”.

I senzatetto sono considerati dei parassiti che se la spassano con i soldi di chi lavora – continua –. I supermercati gettano il cibo nell’immondizia perché costa meno che donarlo alle associazioni, e se un senza dimora viene visto mentre rovista nella spazzatura rischia l’arresto: in Inghilterra è illegale appropriarsi di ciò che è stato buttato via da qualcun altro. La città è piena di case vuote e di fabbriche abbandonate, ma ancora ci sono tante persone che dormono fuori, anche quando fa molto freddo”.

The Pavement tenta di creare una rete di salvataggio per queste persone. Sicuramente da solo non basta, c’è bisogno di un intervento più strutturato. Ma in attesa di qualcosa di più, questo piccolo giornale resta un mezzo per far prendere coscienza ai senza tetto della propria condizione e spingerli a lottare con più forza per i loro diritti.

Articolo tratto dalla rubrica I marciapiedi di Londra, già pubblicata sul sito di Piazza Grande, il giornale di strada.

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