16 maggio 2015 – “A Londra, un bambino su 25 è senzatetto o vive in strutture temporanee”. Quando ho visto il titolo dell’articolo dell’Evening Standard, pensavo di aver letto male. Ho continuato: “Solo nella capitale del Regno Unito, più di 72.000 giovani minori di 18 anni non hanno una casa, molti di loro vivono in spazi angusti all’interno di dormitori o di bed&breakfast”.

Il numero è impressionante – giusto per fare un paragone, questi ragazzi sono più di tutti gli abitanti di Imola messi insieme. Nella città della regina Elisabetta e del Big Ben, patria di centinaia di migliaia di milionari, a quanto pare non si riesce a trovare una casa per i bambini che, come alcuni direbbero, “sono nati nella famiglia sbagliata”.

Continuando a leggere, scopro che è il distretto di Hackney quello che registra il maggior numero di ragazzi senzatetto, con una cifra spaventosa: solo in questa zona sono 5.322, 1 su 10 del totale dei giovani nell’area. Segue Westminster, il distretto più centrale e ricco della città, dove si trova la City, sede gli uffici delle maggiori società finanziarie del mondo.

Ma come vivono questi bambini? La maggior parte non sono per strada ma abitano in alloggi di fortuna, dormono in stanze sovraffollate e dividono il letto con i loro fratelli o i genitori. Solo negli ultimi 3 anni il fenomeno è cresciuto del 25%, e ora che il partito conservatore ha vinto le elezioni non si prospettano grandi miglioramenti.

Proprio per la specificità di questo fenomeno, in Inghilterra esistono associazioni specializzate come Depaul UK, che aiuta i giovani a rischio o senza casa. Sono rimasta colpita dalla nuova campagna pubblicitaria che hanno lanciato, “Street Corners” (cioè “angoli della strada”), che utilizza strategicamente l’architettura di alcuni edifici di Londra per catturare l’attenzione dei passanti.

_MG_6276Immaginatevi di camminare per la strada e di vedere un grande poster attaccato a cavallo dell’angolo di un palazzo. Vi fermate e leggete solo il testo contenuto nella parte sinistra: “Mai in un milione di anni considereresti di prendere in casa un giovane senzatetto. Le persone che abbandonano la loro stanza hanno bisogno di un aiuto specifico. Dopo aver dormito in strada, questi ragazzi sono disturbati. Hai sentito dei pestaggi e delle rapine. Un giorno potrebbe succedere anche a te”. Cosa pensereste?

Ma poi, più in basso, vedete una postilla al testo che dice: “C’è anche l’altro lato”. Così girate l’angolo, fate un passo indietro e leggete il testo completo: “Mai in un milione di anni lasceresti soffrire qualcuno. È per questo che dovresti considerare di prendere in casa un giovane senzatetto. Solo fino a quando lui non potrà farcela da solo. Le persone che abbandonano la loro stanza hanno trascorsi di vita diversi e non hanno bisogno di un aiuto specifico. Solo di un cuore, che si trovi al posto giusto. Dopo aver dormito in strada, questi ragazzi apprezzeranno una stanza dove non saranno disturbati. Hai sentito di cosa significa vivere fuori, con le minacce, i pestaggi e le rapine. Potrebbe succedere a chiunque. Davvero. Un giorno potrebbe succedere anche a te. Ecco perché dovresti considerare di diventare un nostro volontario”. Il significato ora è dischiuso._MG_6291

L’idea è nata pensando che, nella vita, quasi ogni storia ha due lati da considerare”, spiega Dan Kennard, ideatore della campagna. L’obiettivo è promuovere il programma “Nightstop”, per trovare letti disponibili per giovani senzatetto di età compresa tra i 16 e 25 anni.

Per oggi, chiudiamo con “buone notizie”: il programma è attivo da quasi 20 anni ed è riuscito a mobilitare più di 700 volontari in tutto il Regno Unito, con un totale di 13.400 pernottamenti nel 2014. “Oggi sempre più giovani sono costretti a dormire in luoghi pericolosi – spiega Martin Houghton-Brown, presidente di Depaul UK –, tanto che nell’ultimo anno la domanda per i nostri alloggi temporanei è cresciuta del 300% solo a Londra”.

 

Articolo tratto dalla rubrica I marciapiedi di Londra, già pubblicata sul sito di Piazza Grande, il giornale di strada.

Annunci