3 giugno 2015 – Henri è molto alto, occhi chiari, corporatura robusta. Quando ci presentiamo, mi dà una stretta di mano energica e mi concede un largo sorriso. È un senza fissa dimora, Henri, uno dei tanti ragazzi che a Londra non ha una casa in cui dormire, anche se per il momento riesce a pagarsi una piccola stanza in un bed&breakfast.

Henri racconta il suo quartiere, Shoreditch
Henri racconta il suo quartiere, Shoreditch

Per oggi, Henri sarà la mia guida turistica. In questa città dalle mille possibilità, infatti, esiste un’associazione – The Sock Mob – che aiuta i senzatetto a organizzare percorsi turistici nel proprio quartiere, per “vedere le cose da un punto di vista diverso”. Si chiamano Unseen Tours(cioè tour invisibili) e si sviluppano prevalentemente in zone periferiche della città, tra le strade colorate dai murales di Bansky e antichi edifici industriali oggi abbandonati. L’idea è nata cinque anni fa per aiutare i senza casa a mettere insieme un piccolo stipendio: il tour costa 10 sterline a testa, di cui 6 vanno alla guida e il resto all’associazione per coprire i costi organizzativi.

Iniziamo con le presentazioni: “Ciao, mi chiamo Henri, e la stazione di Old street è la cosa che più si avvicina alla mia casa. Abito a Londra da 15 anni: sono arrivato dall’Olanda per studiare scultura, sono entrato all’Arts College e ho finito per laurearmi in design di interni. Dopodiché ho lavorato come pittore e decoratore per sette anni, ho comprato una casa e mi sono sposato. Quando io e mia moglie ci siamo separati, però, sono finito per strada. Ormai è da due anni che sono in questa situazione”.

I Beatles alla stazione di Old Street
I Beatles alla stazione di Old Street

Henri parla molto e lascia poco tempo per le domande. Inizia quasi subito a camminare speditamente, per mostrarci luoghi più o meno conosciuti del suo quartiere, Shoreditch, a nord est di Londra. Iniziamo da un cubo di granito nero, collocato in un’isola del traffico incastonata tra i grattacieli di Old Street. Visto così, non sembra niente di interessante. Ma in realtà Henri ci spiega che è lì che i Beatles sono stati fotografati il 28 luglio 1968, in quello che viene definito il Mad Day Out. “Quelle foto sono diventate celeberrime. Se volete, provate a scattarne alcune anche voi… non si sa mai che diventiate famosi!”

Ci infiliamo poi in un vicolo laterale molto stretto, deserto e anonimo. Camminiamo qualche metro ed ecco apparire una fila di murales degli artisti di strada più importanti del momento: BanksyEineSweet ToofStik… “Questa gente ha iniziato dal basso. Si trattava di ragazzi, con tante idee in testa e pochi soldi in tasca, quanto bastava per comprare qualche bomboletta colorata. Adesso sono artisti di successo, hanno aperto i loro studi prestigiosi affittando grandi atelier nel centro della città, e i loro murales sono diventati patrimonio della nazione inglese”.

Il murales di Stik
Il murales di Stik

Henri continua a parlare senza fermarsi. Passiamo in rassegna tutte le opere più importanti e poi ci incamminiamo verso un palazzo dai mattoni rosso scuro: “Che cosa ne pensate di questo edificio? Non ha niente di particolare, no? Beh, negli anni ‘70 tutte le sue finestre erano murate. Dall’esterno, sembrava uno spazio abbandonato come tanti altri. Solo recentemente, invece, si è scoperto che si trattava di un centro di detenzione dell’IM5, i servizi segreti inglesi: era qui che portavano i prigionieri politici, che venivano interrogati con quelli che oggi definiremmo ‘metodi non convenzionali’”.

Il tempo passa. Nelle successive due ore passiamo in rassegna diversi altri punti, tra cui la tomba di William Blake, il primo teatro londinese dove ha lavorato Shakespeare e una banca che in passato nascondeva il denaro dei mafiosi emigrati in Inghilterra. Luoghi nascosti nel reticolo delle strade di Shoreditch, alquanto inusuali per un percorso turistico, ma proprio per questo ancora più interessanti.

Prima di salutarci, Henri ci spiega perché fa questo lavoro: “Mi piace mostrare alle persone i luoghi dove trascorro il mio tempo quotidianamente. Sono felice che la vita di strada non mi abbia portato a diventare tossicodipendente o alcolizzato, e spero che il fatto di conoscermi aiuti le persone a demolire lo stereotipo classico del senzatetto – non siamo tutti cattivi!”.

La storia di Henri comunque non finisce qui. Le cose vanno decisamente meglio per lui ora, e gli Unseen Tours hanno giocato un ruolo fondamentale nella sua ripresa. Ma non voglio rovinarvi la sorpresa. Se passate da Londra e volete ascoltare il finale – così come le storie di questo quartiere – basta prenotarsi al sito www.sockmobevents.org.uk.

Articolo tratto dalla rubrica I marciapiedi di Londra, già pubblicata sul sito di Piazza Grande, il giornale di strada.

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