Otto anni, siriana, Hiba ha una disabilità fisica e mentale causata dalla mancanza di ossigeno durante il parto. Oggi vive nel campo profughi di Jama, nel nord della Giordania, e il suo sogno è di poter andare a scuola come gli altri bambini. Vento di Terra: “Le discriminazioni verso queste persone sono tante: il tabù della disabilità è ancora molto radicato”

di Alice Facchini

Articolo uscito su Redattore Sociale.

Hiba è vestita di rosa e ha i capelli scuri raccolti in una lunga treccia. Cammina lentamente, sorreggendosi al braccio di sua madre: quando è nata ha sofferto di una mancanza di ossigeno che l’ha portata ad avere una grave disabilità fisica e mentale. Hiba viene dalla Siria, ha otto anni e oggi vive in Giordania, nel campo informale di Jama, a 20 km dal confine, dove 26 famiglie di profughi siriani abitano insieme. “Siamo arrivati qui nel 2015 scappando dai bombardamenti – racconta sua madre Abeer –. Hiba aveva solo quattro anni: per sei giorni siamo rimasti bloccati al confine, senza cibo né medicine. Non avevamo niente se non i vestiti che portavamo addosso”.

Piano piano, la comunità ha preso in affitto un terreno nel deserto nel nord del Paese e ha costruito delle tende con mezzi di fortuna, sostituite poi con piccole case in muratura. “In estate fa caldissimo, mentre in inverno le temperature vanno sottozero – racconta Abeer –. Io e mio marito abbiamo nove figli: lui ora ha smesso di lavorare per problemi di salute, mentre io bado alla casa e a Hiba, che non è indipendente. Sopravviviamo solo grazie agli aiuti umanitari dell’Unhcr, che ci dà 130 jod al mese (pari a circa 165 euro n.d.r.) per comprare generi di prima necessità”.

Secondo un report dell’Unhcr del 2018, il 23 per cento dei profughi siriani presenti in Giordania e Libano ha una disabilità, e il 62 per cento delle famiglie ha almeno un membro disabile. Le cause principali sono gli infortuni di guerra, l’ansia e la depressione causate dal conflitto, ma anche le complicazioni durante il parto e le malattie genetiche dovute ai rapporti sessuali fra consanguinei. Nel campo di Jama, Hiba è l’unica bambina con disabilità: le case non sono accessibili e i bagni sono alla turca, molto scomodi per una persona con difficoltà motorie. Inizialmente i suoi genitori la portavano da un logopedista per migliorare l’articolazione delle parole, ma poi il costo del trasporto era troppo alto e hanno dovuto interrompere.

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